sabato 7 aprile 2018

Mobilis in mobili – 1882, Nuovamente in “Immersione”


Un’idea visionaria, folle, irrealizzabile, quella del mare artificiale, che non sarà realizzata.

Nonostante il successo dell’Esposizione parigina, si perde nuovamente interesse per la Talpa, non tutti ne sono entusiasti, c’è anche chi scrive che la Talpa marina non è altro che una campana che si muove dall’ alto in basso e viceversa, nulla di più.

L’inventore non si scoraggia, evita le critiche delle stampa, preferisce il buio delle profondità marine, scrive:

Nella mia talpa-marina, nel silenzio sepolcrale che regna nel fondo del mare, mi venne fatto di meditare su molte cose e di risolvere molti problemi.

Della Talpa marina si riparla solo molti anni dopo, nel 1882, quando a Cagliari si riuniscono i soci della Società della Talpa marina, nata per l’estrazione del corallo sull’isola di San Pietro, per accettare la proposta di un francese che rileva tutto.

Sulla La Stampa del 26 marzo 1882 si legge:

Era un pezzo che nessuno più parlava della Talpa-marina

Ecco dunque un’altra invenzione italiana che sarà sfruttata dagli stranieri.

Sembra una storia contemporanea:

·         un geniale inventore italiano, incompreso,

·         che non trova capitali nel suo paese,

·         che la stampa critica,

·         con gli stranieri che fiutano l’affare,

·         comprano e portano via le idee…

Non è proprio così!

Per capirlo bisogna svelare chi sia questo sfortunato naufrago, l’inventore della Talpa-marina.



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