Apprezzo il fascino dei luoghi abbandonati.
I luoghi abbandonati sono infinitamente soli e maestosamente unici:
· alcuni lo sono a causa di catastrofi;
· altri perché teatri di eventi imprevedibili e tragici;
· ancora è l’incuria dell’uomo e la bramosia di costruirne altri ad averli trasformati in luoghi fantasma;
· infine taluni sono semplicemente antichissimi, passati di moda, lasciati inermi e incustoditi.
I luoghi abbandonati sono posti dove il tempo regna sovrano:
· fissa la realtà in una natura morta, immobile;
· allo stesso tempola trasforma senza sosta;
· l’unica sua preoccupazione è quella di cancellare ogni traccia dell’uomoe della sua esistenza.
Quasi sempre chi se n’è andato da questi luoghi abbandonati ha lasciato:
· la porta socchiusa,
· la finestra accostata,
· una piantina di fiori sul davanzale,
· delle collane di peperoni appese al soffitto,
· la legna sul caminetto,
· documenti nei cassetti,
· utensili e pentolame negli armadi, come se dovesse rincasare da un momento all’altro.
Nessuno è mai tornato.
Nessun altro ha più fatto dono di una visita pur fugace.
Sono un abbandonologo perché:
· amo raccontare di luoghi mai visti in modo evocativo;
· cerco quel che resta, i lutti nelle cose;
· m’intrigo della presenza dell’assenza.