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mercoledì 6 giugno 2018

Abbandoni

Senza parole, solo immagini (mie) con accompagnamento di musica ambient (Brian Eno)



Apprezzo il fascino dei luoghi abbandonati.

I luoghi abbandonati sono infinitamente soli e maestosamente unici:
·     alcuni lo sono a causa di catastrofi;
·     altri perché teatri di eventi imprevedibili e tragici;
·     ancora è l’incuria dell’uomo e la bramosia di costruirne altri ad averli trasformati in luoghi fantasma;
·     infine taluni sono semplicemente antichissimi, passati di moda, lasciati inermi e incustoditi.

I luoghi abbandonati sono posti dove il tempo regna sovrano: 
·     fissa la realtà in una natura morta, immobile;
·     allo stesso tempola trasforma senza sosta;
·     l’unica sua preoccupazione è quella di cancellare ogni traccia dell’uomoe della sua esistenza.

Quasi sempre chi se n’è andato da questi luoghi abbandonati ha lasciato:
·     la porta socchiusa, 
·     la finestra accostata, 
·     una piantina di fiori sul davanzale, 
·     delle collane di peperoni appese al soffitto, 
·     la legna sul caminetto,
·     documenti nei cassetti,
·     utensili e pentolame negli armadi, come se dovesse rincasare da un momento all’altro. 
Nessuno è mai tornato.
Nessun altro ha più fatto dono di una visita pur fugace.

Sono un abbandonologo perché:
·     amo raccontare di luoghi mai visti in modo evocativo;
·     cerco quel che resta, i lutti nelle cose;

·     m’intrigo della presenza dell’assenza.