martedì 5 giugno 2018

Raggio verde – Fisica

La fisica ci spiega perché verifica il fenomeno. 


I raggi luminosi variano la loro direzione di propagazione quando questi attraversano l’atmosfera terrestre obliquamente (è lo stesso effetto per cui un bastone immerso nell’acqua appare spezzato, piegato). 
Questo fenomeno si chiama rifrazione atmosferica.
La rifrazione è proporzionale all’aumento della densità dell’aria (la massima densità c’è alla superficie del mare, in montagna l’aria è più rarefatta), quindi, quando il Sole si avvicina all’orizzonte, la deformazione del suo disco aumenta progressivamente. 


La velocità di propagazione della luce varia in funzione del suo colore (i fisici dicono della sua frequenza, cioè di quanto rapidamente vibra la luce), questo determina la separazione dei diversi colori che tutti insieme compongono il bianco (i fisici lo chiamano lo spettro visibile, sarebbero i colori dell’arcobaleno). 
Questo fenomeno si chiama dispersione della luce.
La dispersione causa un’apparente scomposizione del disco solare in tre differenti dischi quasi del tutto sovrapposti: 
  • in basso, uno rosso deformato ed allargato, 
  • al centro uno giallo, 
  • in alto uno verde. 


In aggiunta alcuni elementi, come l’ossigeno ed il vapore acqueo riescono ad assorbire determinati colori (rosso, giallo), favorendo il passaggio degli altri colori (azzurro, verde). 
Questo fenomeno si chiama assorbimento selettivo della luce.


Tutti questi fenomeni diminuiscono la definizione del disco solare e rendono meno affidabile la percezione dei colori. 
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Se a questi fenomeni aggiungessimo anche un’ottima trasparenza dell’aria (come al mare d’inverno) potremmo ottenere le condizioni ideali per la formazione del raggio verde.

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