lunedì 14 maggio 2018

La vita è come una giostra – 2010, Chi ha progettato la montagna russa definitiva?

La montagna russa definitiva l’ha progettata un artista, designer, ricercatore, ingegnere lituano, trapiantato in Inghilterra. 

Tra il 2003 e il 2004 progetta un parco divertimenti in Lituania, durante l’edificazione raccoglie esperienze, dati e calcoli di quelle che oggi sono le attrazioni più ricercate dai giovani in cerca di emozioni forti.

Poi dal 2004 al 2007 è il direttore di un altro parco di divertimenti in Lituania, è lì che comincia a interessarsi alle potenzialità tecnologiche e artistiche legate alla forza di gravità.

Interessato a medicina spaziale, fisica, antropologia dello spazio esterno, per quasi un decennio, lavora tra progettazione, ingegneria dei parchi di divertimento, architettura performativa, coreografia, arte cinetica, fantascienza, sviluppando strumenti attinenti alla gravità. 



Battezza il suo campo di ricerca Estetica della Gravità.

Comincia ad occuparsi delle relazioni fra l’uomo e la forza che lo tiene a terra, un approccio artistico che sfrutta i mezzi per manipolare la gravità per creare esperienze che spingono il corpo e l'immaginazione ai suoi estremi.

I suoi progetti artistici cercano una nuova prospettiva su questa storia di amore/odio fra corpo umano e gravità. 

Nel 2010, per il Dottorato di ricerca in Design Interactions del Royal College of Art di Londra, progetta un’enorme futuristica montagna russa, di certo la sua opera più controversa, quella che ho chiamato la montagna russa definitiva.

Dal 2014 è vice-rettore per l'arte e professore associato presso l'Accademia d'arte di Vilnius. 
Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui l'Award of Distinction in Interactive Art, Prix Ars Electronica 2010. 


domenica 13 maggio 2018

La vita è come una giostra – 2010, Esiste una montagna russa definitiva?

Negli ultimi anni l'industria delle montagne russe gode di una forte crescita ed evoluzione, mai registrata prima. 

Periodicamente vengono presentati nuovi modelli di montagne russe, tutti innovativi, sempre più emozionanti, sempre più alti, più estremi, in uno sviluppo che sembra non avere fine.

Si arriverà ad un limite? In altre parole …



Esiste una montagna russa definitiva?

Non è certo il Kingda Ka, inaugurata nel 2005 New Jersey in USA, la montagna russa più alta al mondo, 139 metri, le seconda per velocità che arriva a 206 km orari di cui mostro un filmato e la foto.



Si esiste! Il progetto è del 2010, ma l’ho scoperto solo oggi, nel 2018!

Ho scritto progetto perché questa montagna russa non è ancora stata realizzata, non certo per difficoltà tecniche, o per problemi economici, ma solo per la ristrettezza d’idee.

E’ questa l’idea originale e provocatoria, che ho tanto apprezzato, un’idea indubbiamente fatta di alti e bassi, discese e risalite, scariche di adrenalina, come tutte le montagne russe che ho sinora raccontato, ma ancora con qualcosa in più che devo svelare.


Chi ha progettato la montagna russa definitiva?

Qualcuno che si occupa di estetica della gravità.


sabato 12 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1955-1975, Con Newton, più consapevoli e più sicuri

Il funzionamento delle montagne russe sfrutta, i principi elementari della fisica classica, quella di Newton. 

Generalmente il treno lascia la stazione di carico e scarico per mezzo della spinta di apposite ruote munite di pneumatici (boosters) azionate da motori elettrici. 

Tali ruote sono situate all’interno dei binari, iniziando a girare, producono attrito sulla parte inferiore delle vetture, causandone l’avanzamento e la partenza. 

Il percorso inizia solitamente con una salita molto alta che viene affrontata dal vagone tramite una catena azionata da motori elettrici, la vettura si aggancia ad essa e viene trascinata fino alla sommità, il punto più alto di tutto il percorso. 

Una volta sganciato dalla catena, libero, il vagone prosegue la corsa grazie alla sola azione della forza di gravità. 

Il tracciato non rappresenta altro che un continuo scambio di energia potenziale (quando si è in alto) e cinetica (quando si è veloci), ovvero altezza e velocità. 

Le evoluzioni saranno via via sempre più contenute e basse, per compensare la perdita di velocità del treno dovuta all’attrito, fra ruote e rotaia, fra treno e aria. 

Terminato il percorso, appositi freni (tipicamente elettromagnetici) rallentano e fermano il treno.



Vista l’assenza di freni, la sicurezza delle montagne russe va ricercata nei sistemi in grado di bloccare il treno, posizionati alla fine delle diverse sezioni in cui è scomposto il tracciato complessivo.

Tali freni sono costantemente chiusi, sono aperti solo al momento del passaggio del vagone al fine di evitare disastri in caso di black out. 

Oggi è innegabile l’elevatissimo livello di sicurezza, il pericolo maggiore deriva dalla inosservanza da parte degli ospiti delle prescrizioni.  

Gli impianti inoltre sono dotati di altre apparecchiature di sicurezza; fondamentale è l’anemometro, strumento che permette di valutare la velocità del vento. 

Da sottolineare risulta anche l’assidua manutenzione del treno e del tracciato, i vagoni vengono completamenti smontati e rimontati per analizzarne a fondo lo stato.




venerdì 11 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1955-1975, Con Topolino, più in alto, più veloci, più avvitati!

Dopo la seconda Guerra Mondiale, la nascita di Disneyland nel 1955 da un nuovo impulso alle montagne russe, nasce il primo moderno parco tematico, fondamentale al suo successo il contributo della montagna russa Matterhorn Mountain.

Fu una rivoluzione, presentava una nuova fondamentale caratteristica, la rotaia in acciaio a forma tubolare, così le ruote possono correre sopra, sotto e lateralmente al binario, garantendo una elevatissima sicurezza. 

Maggiore sicurezza per gli ospiti, maggiore flessibilità per affrontare qualsiasi tipo di percorso e qualsiasi evoluzione. 


Nel 1975 apre il Corkscrew.



Nel 1976, il California's Great Revolution, 



Entrambe queste montagne russe  propongono un percorso che si avvita spiraleggiando in cerchi di diametro decrescente, come fossero appunto un cavatappi. 

Le montagne russe spingono sempre più in alto, sempre più veloci, sempre più a testa in giù ed ora anche avvitati!


Con tutte queste evoluzioni c’è da farsi qualche domanda …

Come funzionano le montagne russe?

Sono sicure le montagne russe?


giovedì 10 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1892-1929, Finalmente in Italia ma poi scendono tutti ...

In Italia, la prima montagna russa arriva nel 1892, in occasione dell’Esposizione Italo americana che celebra i quattrocento anni della scoperta dell’America. 

La giostra si sviluppa su un percorso costituito da una rotaia doppia lungo 130 metri, su cui si muovono tre vagoncini della capienza di 10 persone ciascuna. 

Ogni corsa costa 25 centesimi di lira.


Sempre più alte e più veloci, negli anni ‘20, le montagne russe vivono il loro periodo d’oro, più di 3.000 montagne russe sono costruite in tutto il mondo. 

Sempre a Coney Island …

Nel 1907, la montagna russa Drop The Dips offre sensazioni finora mai provate, e, soprattutto, un’altra invenzione: la barra di sicurezza per i passeggeri, che rimpiazzava le catene o le semplici cinture il cui scopo era garantire la sicurezza dei passeggeri. 

Nel 1911 è costruita una delle più grandi montagne russe, il Giant Racer, la sua struttura bianca è la più alta dell’epoca. 



Nel 1912, John Miller, progettista di montagne russe, deposita più di 100 brevetti, che rendono possibili notevoli miglioramenti nella sicurezza, maggiori pendenze, maggiori velocità e minor resistenza aerodinamica. 

Nel 1926 il Giant Racerviene smontato per lasciare il posto a una delle montagne russe più celebri della storia, il Cyclone, quella che ha avuto più successo a Coney Island.

Ripide discese, assenza di peso (quella sensazione di leggerezza che si prova quando i piedi non toccano il suolo del vagone, come mi capitò da bambino sull’Hymalaya), curve strette, hanno fatto del Cycloneuna montagna russa eccezionale. 




Nel 1929, a causa della Grande Depressione il turismo cala a poco a poco, fino a quando le istallazioni rimangono vuote per giorni.

La crisi americana si fece duramente sentire, vennero demoliti più di 1.500 ottovolanti negli Stati Uniti, si stima altrettanti in Europa.


mercoledì 9 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1897 – 1901, Rimbalzo in USA sempre a testa in giù!

A fine '800 l'idea del giro della morte riappare a Coney Island, una penisola situata nella zona meridionale di Brooklyn a New York, conosciuta per le sue spiagge e per i suoi luna park. 

Alla fine del XIX secolo le compagnie di tram costruivano dei parchi di attrazione alla fine delle loro linee per attirare dei passeggeri anche nei periodi “vuoti”, come la sera e i weekend.



Il più conosciuto di questi è Coney Island, a New York, il luogo di nascita dei parchi di attrazione americani, delle montagne russe moderne e anche degli Hot-Dogs!

E’ stato il luogo per testare numerose montagne russe innovative, poiché già a quell’epoca era un vero tempio del divertimento. 

Gli abitanti di New York hanno cominciato a visitare Coney Island intorno al 1830 e qualche mese fu sufficiente per veder nascere dozzine di alberghi e stabilimenti per le cure termali. 

Durante gli anni contigui al 1870, Coney era divisa in due zone: all’estremo est dell’isola, si poteva soggiornare nei grandi hotels destinati alle classi più agiate; nella parte ovest, prosperava la prostituzione e il gioco d’azzardo. 

Nel 1894 l’isola esplose economicamente, il luogo era pronto a diventare la capitale mondiale del divertimento.

Al 1897 il primo “parco“ di attrazioni, da questo momento tutte le giostre vennero raggruppate entro un muro di cinta, che aveva lo scopo di impedire l’ingresso a prostitute e ladri. 

Il loro nuovo paese incantato era qualcosa di mai visto, la sera brillava alla luce di 250.000 lampadine elettriche, un visitatore lo definì un “paradiso elettrico”. 

A Coney Island si potevano trovare le migliori e le più innovative montagne russe del mondo, qui ebbe inizio la prima riuscita economica di una montagna russa e il primo sistema di risalita meccanica. 


Tredici montagne russe furono costruite a Coney Island dal 1884 fino agli anni 30. 


Nel 1895 viene costruita la Flip-Flap Railway, l’originalità di questa montagna russa era il looping, la prima riapparizione dell’inversione dopo quella a Parigi del 1846.

E che looping! 


Un giro della morte eccessivo in termini di Flip-Flap (sollecitazioni), provocava continuamente colpi di frusta e dolori alla schiena a chi la provava, per questo l’impianto è chiuso dopo pochi anni. 


Nel 1901 viene costruita una nuova montagna russa chiamata Loop the Loop, presenta anch'essa un giro della morte, ma a forma ovale, per ridurre la forza centrifuga, procurando sensazioni forti in tutta sicurezza. 


Sfortunatamente il pubblico guardava più allo spettacolo esteriore offerto dall’attrazione e pochi osavano sperimentarla, sopravvisse fino alla Prima Guerra Mondiale, poi chiuse per fallimento.

martedì 8 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1846, Balzo in Francia ma a testa in giù!

Nel 1846 un inglese vendette ai francesi un'attrazione che presentava un Giro della mortechiamata Centrifugue Railway (Chemin du Centrifugeur), lo riporta un giornale dell’epoca:

Oggi è stato provato per la prima volta in Francia il Chemin de Fer Centrifuge. 

E' stato importato dall'Inghilterra. Gli Inglesi ne hanno una copia più piccola, perché il loro anello non misura che due metri di diametro. 







Questa montagna russa con anello è realizzata a Parigi, la discesa è alta 14 metri e l’anello è di 4 metri di diametro, rimane di moda per 20 anni.

Il percorso era semplice, l'amante di sensazioni forti scendeva su una minuscola slitta monoposto, che rimaneva a contatto con le rotaie solo per via della forza centrifuga, alla sommità del cerchio metallico si trovava a testa in giù tenuto a sedere sempre solo dalla forza centrifuga che lasciava il carrello a contatto con le rotaie.


lunedì 7 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1827-1933, Dalla Francia agli USA, inseguendo la modernità …

Nel 1827, negli Stati Uniti, compare la prima montagna russa, non è costruita in un parco di attrazioni, né in una città, ben lontano da tutto questo, è realizzata sui fianchi delle montagne in Pennsylvania.

In Pennsylvania la Mauch Chunk Switchback Gravity Railroad era la seconda ferrovia costruita negli USA usata inizialmente per movimentare carbone dalla montagna al fiume Lehigh, caricando il materiale nei carrelli a monte e lasciando fare tutto alla gravità.

Convogli di più di 14 vagoni, caricati ciascuno con 22 tonnellate di carbone, scendevano la montagna a tutta velocità, con un solo coraggioso addetto ai frenia bordo per gestire l’arrivo!
Tramite l'uso di muli i carrelli venivano riportati in quota. 

Facile trasformare il tutto in un’attrazione, di fatto più un treno lanciato a tutta velocità, che una vera e propria montagna russa.

Il minerale veniva portato verso la città al mattino, al pomeriggio i vagoni venivano riempiti non di carbone ma di passeggeri che pagavano 50 cents per il viaggio, per scendere alla velocità di 140 km orari per il pendio. 



Tanto il successo della montagna russa che a monte vennero costruiti un albergo e un punto ristoro, mentre per il trasporto del carbone la cui richiesta era in aumento, venne costruita una seconda ferrovia equipaggiata di un motore a vapore da 120 cavalli. 

Questo motore serviva a far salire i treni a un’altezza di 200 metri, e qui, per la prima volta, apparve un sistema di sicurezza: una ruota dentata che impediva al convoglio di andare all’indietro (il primo dei sistemi di sicurezza che caratterizzano ancor oggi le montagne russe durante la salita).

Il posto divenne un luogo turistico molto frequentato nel diciannovesimo secolo, così tanto che treni speciali assicuravano il collegamento con gli stati di New York e del New Jersey per facilitare l’arrivo dei turisti. 



L’innovativa giostra americana continuò l’attività con grande successo fino al 1933, quando fu definitivamente chiusa per via dei numerosi incidenti. 

domenica 6 maggio 2018

La vita è come una giostra – 1784-1817, Dalla Russia alla Francia, dalla slitta alle ruote …

Se tutti sono d'accordo nel dire che le prime montagne russe compaiono in Russia sotto forma di scivoli su ghiaccio per slitte, non tutti sono d'accordo sull'origine della forma moderna caratterizzata dall'aggiunta delle ruote ai veicoli da trasporto.



Una versione sostiene che un membro della famiglia dello Zar chiese di cambiare la concezione dell'istallazione al fine di poter approfittare delle discese per tutto l'anno e non solo nella stagione fredda.

Nel 1784, nei Giardini d'Orienbaum, a San Pietroburgo, vennero aggiunte le ruote, facendo correre carrelli guidati da una pista lungo i declivi ondulanti delle colline. 


Un’altra versione invece sostiene che, a seguito del grande successo delle discese ghiacciate in Russia, l'idea piacque ad un uomo d'affari francese, che volle importare l'idea nel suo Paese. 

Tuttavia si presentò fin dall’inizio un grande problema: in Francia le temperature sono più calde rispetto alla Russia.

Dunque gli scivoli non potevano rimanere a lungo ghiacciati; come alternativa le slitte vennero prima incerate e poi montate su ruote.


Le prime istallazioni con le ruote apparvero nel 1804, anche a Parigi, fregiandosi del nuovo nome di Montagne Russe che ne denotava la provenienza.

Al tempo è data poca attenzione alla sicurezza, eppure, per quanto possa sembrare strano, gli incidenti provocati dalle discese aumentarono la curiosità e l'affluenza delle persone sulle montagne russe. 

Da quel momento in poi gli amanti delle sensazioni forti ebbero una nuova ragione d'essere. 


Nel 1817, dopo tredici anni dall’introduzione in Francia, nascono a Parigi le prime montagne russe in senso moderno: 
  • Le Montagne Russe di Belleville, due binari identici e adiacenti, con un corridoio riservato ai visitatori per salire fino alla sommità di ciascuna pista, così da permettere sfide e relative scommesse, con vere e proprie carrozze che vi corrono sopra.

  • Les Pormenades Aériennes, un percorso a forma di cuore, costituito da due binari disposti simmetricamente da una parte e dall'altra di un circuito centrale; i due binari si ricongiungevano in basso, poi risalivano parallelamente alla sommità del circuito.


Entrambe queste Montagne Russe presentano per la prima volta le vetture attaccate al binario per mezzo di un sistema ingegnoso in cui gli assi di ogni vagone scivolano dentro una scanalatura scavata ai lati lungo tutti i binari (equivalente al moderno sistema tutt’ora in uso, denominato upstop wheel).


sabato 5 maggio 2018

La vita è come una giostra – XVI-XVII secolo, In Russia, scivolando sul ghiaccio …

Ogni storia, anche quella di una idea, ha un inizio …

La maggior parte degli storici concorda nel dire che per scoprire l’origine delle montagne russe è inevitabile trasferirsi in Russia, cosa che al tempo stesso ne spiega il nome.


Tra il XVI ed il XVII secolo, in Russia, qualcuno scopre che da una banale discesa su una pista ghiacciata può scaturire qualcosa di nuovo ed entusiasmante. 

Durante la stagione invernale, sono realizzati scivoli, mediante strutture in legno, alte 15-25 metri, lunghe circa 30 metri, con inclinazioni di 30-45 gradi, su cui scivolare, a bordo di grandi slitte, su un sottile strato di ghiaccio ne ricopre la superficie, ad una velocità che può arrivare a 70 km orari. 



Nel XVII secolo un gran numero di questi scivoli si trovano nei dintorni di San Pietroburgo, ben presto sono soprannominati Montagne volanti.

Scivolare incontra anche il favore dell'alta società russa, per questo alcune istallazioni sono riccamente decorate così da proporre un divertimento "d'elite".

Si dice che anche Caterina II di Russia (1729 –1796), conosciuta come Caterina la Grande, imperatrice di Russia dal 1762 alla morte, fosse una grande fan delle sensazioni che davano le Montagne volanti, tanto da farsene costruire qualche esemplare nelle sue proprietà. 




I coraggiosi salivano le scale delle Montagne volanti, poi si lasciavano scivolare lungo la discesa ghiacciata inclinata, non solo su grandi slitte ma anche a bordo di semplici sedie di vimini montate su pattini!

Poi risalivano le scale per una seconda discesa, che era parallela alla prima, ma inclinata in senso contrario. 

La testimonianza eccitata di uno dei primi sperimentatori dice già tutto:

Mentre scendete lungo la pista, una specie di ebrezza leggera s'impossessa dei vostri sensi, cosa assolutamente deliziosa.