domenica 3 giugno 2018

Raggio verde – Cinema, Eric Rohmer

“Il raggio verde” è il titolo di un film di Eric Rohmer del 1986, che non a caso riprende il titolo di Verne per il suo film in cui la protagonista è affettivamente premiata dopo averlo visto.
E’ stato questo film che mi ha nuovamente rivelato l’esistenza del raggio verde essendosi perse nella mia memoria le letture di Verne e Salgari.

In questo film, d’estate, la protagonista Delphine, impiegata parigina trentenne, non sa dove andare in vacanza e con chi. 
Il film descrive il suo inquieto andirivieni da Parigi alla Normandia, poi in montagna e infine a Biarritz.

Qui finalmente Delphine incontra un ragazzo giusto, e, soprattutto, vede, guardando il sole che tramonta nell'Atlantico, il raggio verde.

Poco dopo aver visto il film andai a fare un lungo giro in moto, in Sardegna, qui vidi il mio primo raggio verde.


sabato 2 giugno 2018

Raggio verde – Letteratura, Emilio Salgari

Oltre Verne leggevo pure Emilio Salgari, anche lui parla del raggio verde nel suo racconto “Il Re del mare” del 1906.

Prima del tramonto l'incrociatore navigava già nelle acque che bagnano la costa del Sedang. 

Possiamo considerarci, almeno per ora, fuori di pericolo.
Disse Yanez a Horward il quale, assieme a Darma, contemplava il tramonto del sole. 
Sì, però fra giorni, anzi forse fra quarant'otto ore, saremo costretti a ricominciare la musica, le navi degli alleati non ci lasceranno tranquilli.
Rispose l'americano. 
Ah! ... che superbo tramonto! 
Esclamò in quel momento Darma. 
Quelli che si ammirano in questi mari sono, infatti, i più splendidi. Hanno delle tinte che non si vedono in altri luoghi. Se state attenti vedrete il famoso raggio verde. 
Disse Yanez.
Un raggio verde!
Esclamò l'americano ed aggiunse. 
E' splendido, mia piccola Darma: è un fenomeno meraviglioso che si può ammirare solamente nei mari della Malesia e nell'oceano Indiano. Il cielo è purissimo, quindi anche tu lo vedrai. Aspetta solamente che l'orlo superiore del sole stia per scomparire. 
Possibile che da tutto quel fulgore infuocato possa sprigionarsi un raggio d'un tal colore!
Esclamò Darma. 
Sono certo di non ingannarmi: state attenti. 
Rispose l’americano.

Il sole tramontava in un oceano di luce, le cui tinte a poco a poco variavano certo a causa dello stato più o meno igrometrico dell'atmosfera e della distanza dell'astro dallo zenit. 
Mentre stava, per modo di dire, per affondare nell'oceano, pel cielo si diffondeva una luce rosso-giallognola la quale prendeva rapidamente una tinta quasi violacea che si perdeva insensibilmente in un fondo azzurro-grigiastro. 
II margine superiore del disco stava per sparire" quando apparve improvvisamente un raggio assolutamente verde, d'una bellezza tale da strappare all'americano ed a Darma un grido d'ammirazione. 

Splendido!
Aveva esclamato Horward. 
Superbo! Non avevo mai veduto un raggio d'un tal colore! 
Aveva detto Darma.
Perché non ha percorso che di rado questi mari.
Rispose Yanez. 
E non si può vederlo in altri luoghi?
Chiese Kammamuri che si era unito a loro. 
E' difficilissimo, perché occorrono eccezionali condizioni di limpidezza ed una grande purezza d'orizzonte e solamente in queste regioni si possono avere con maggior frequenza tali condizioni.
Rispose Yanez.

venerdì 1 giugno 2018

Raggio verde – Leggenda scozzese

Il romanzo di Jules Verne riprende la legenda scozzese secondo la quale chi riesce a catturare con lo sguardo quest'effimero “raggio dell'anima” sarebbe in grado di riconoscere con chiarezza i sentimenti propri ed altrui.

Il raggio verde avrebbe la virtù di far sì che chi l’abbia visto non possa ingannarsi nelle vicende sentimentali.

Chi avesse il privilegio di osservarlo diverrebbe abile nel vedere chiaramente nel suo cuore ed in quello degli altri.


giovedì 31 maggio 2018

Raggio verde – Letteratura, Jules Verne

“Le Rayon Vert”, in francese per l’appunto il raggio verde, è il titolo di un romanzo di Jules Verne del 1882.
Romanzo che racconta delle vicende amorose della giovane Helena Campbell. 

Così Jules Verne descrive il raggio verde nel suo libro:
“… Se c’è del verde in Paradiso, sicuramente è quel verde, il vero colore della Speranza … un raggio verde, ma di un verde meraviglioso, di un verde che nessun pittore può ottenere sulla sua tavolozza, un verde di cui la natura né la varietà dei vegetali, né nel colore del mare più limpido, hai mai riportato la sfumatura!” 

Chi lo vede, dice Verne, riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri.


mercoledì 30 maggio 2018

Raggio Verde - Memoria

Ho scoperto cosa sia il raggio verde da ragazzino, tra il 1968 ed il 1971, leggendo Verne e Salgari, poi l’ho scordato.

L’ho riscoperto al cinema molti anni dopo, nel 1986, invece che negli anni precedenti in cui studiavo fisica. 
Da quest’anno sto sempre attento ai tramonti.

Il mio primo raggio verde lo vidi proprio perché ora sapevo cosa fosse e lo stavo cercando, era il 1986, ero in Sardegna, vicino Villasimius.
Per l’esattezza stavo appollaiato sulle mura del vecchio castello, di fronte all’isolotto di S. Stefano, sul Capo Carbonara.


Dopo quella volta l’ho visto poche altre volte, sempre in autunno e in Sardegna ad eccezione di due volte ad Ischia, un lontano aprile del 1994 e questo ultimo maggio 2018.
La prima volta che lo vidi ad Ischia, dalla spiaggia dei Bagni Poseidon scoprii, parlandone a cena in una pizzeria di Forio che il raggio verde fa parte della mitologia cittadina per cui solo le persone pure di cuore, affacciate dalla terrazza della bianca chiesetta di Santa Maria del Soccorso, siano in grado di scorgere il raggio verde.

Non per questo sono diventato più abile nell’interpretazione dei miei sentimenti e di quelli degli altri, diversamente da quello che narra una vecchia leggenda scozzese ripresa da Jules Verne.

martedì 29 maggio 2018

Raggio verde

Si può scrivere di se stessi e delle proprie memorie e al contempo di cinema, letteratura, storia, leggende scozzesi e fisica, senza dimenticare la mia amata Sardegna e quel pezzetto di Ischia promosso mio personale paradiso terreste? 
Si! Si può, basta parlare del raggio verde.

Il raggio verde, costituisce uno dei fenomeni atmosferici che più colpisce l’immaginario e la fantasia dell’uomo, consiste nella visione di una debole striatura verde, che si forma sulla sommità del disco solare al tramontare o al sorgere.
In particolari condizioni, si può trasformare in un vero e proprio lampo verde.
Molti credono sia un fenomeno leggendario, invece è reale, e neanche tanto difficile da osservare.  

Il raggio verde, tecnicamente è una foto meteora, un fenomeno atmosferico luminoso con colorazioni inusuali, come il molto più noto arcobaleno, ed anche i raggi crepuscolari, gli aloni  e le corone lunari e solari, le aurore boreali, perfino i miraggi.
Se si sostasse un attimo in contemplazione, mentre il Sole tramonta o sorge, nei pochi minuti in cui si può mirare la nostra stella senza proteggerci dalla luce eccessiva, forse si noterebbe di più.


lunedì 28 maggio 2018

Generosi e Diffidenti – Come è Sagredo, Generoso o Diffidente?

Appartengo al primo tipo, sono un leader GENEROSO: 
  • sicuramente aperto e trasparente; 
  • più che ottimista, direi realista, anche se mi hanno detto che chi si definisce realista gli altri lo considerano pessimista; 
  • lavoro solo per obiettivi, fortunatamente ho avuto quasi sempre la possibilità di definirmeli, e li raggiungo, sempre, con fatica ed un incredibile profusione di energia che mi abbonda; 
  • delego molto, la maggiore soddisfazione lavorativa è che molti di quelli che hanno iniziato a lavorare con me sono diventati dirigenti e leader a loro volta; 
  • non sono invidioso dei successi altrui;
  • sono circondato da DIFFIDENTI, con loro tendo ad evitare gli scontri frontali cercando piuttosto di aggirarli, nei loro confronti non ho rancori o risentimenti, semplicemente una elevatissima disistima.

Come vuole la regola ho fatto meno carriera di qualcuno dei DIFFIDENTI che mi hanno circondato. 
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Non m’importa, rimango soddisfatto che quando si tratta di relazioni esterne e non solo di dinamiche interne all’organizzazione, sono la persona ritenuta autorevole, quella con la quale gli esterni ritengono valga la pena di parlare.



domenica 27 maggio 2018

Generosi e Diffidenti – Quali le loro Intenzioni ed atteggiamenti?

La cosa curiosa è che entrambi, GENEROSI e DIFFIDENTI, pensano di essere animati dalle migliori intenzioni. 
Sentendoli esporre le loro idee e i loro programmi, non è possibile capire come si comporteranno. 
Entrambi dicono che ammirano chi ha iniziativa, che vogliono l'espansione e lo sviluppo. 
In realtà differiscono come carattere, mentalità, atteggiamento: verso la vita, gli altri, il mondo. 

I GENEROSI sono ottimisti e sicuri di se stessi. 
Sono orientati al risultato. 
Vogliono veder nascere cose buone e belle e si realizzano identificandosi con chi le crea. 


Il DIFFIDENTI, invece, sono invidiosi.
Hanno prima di tutto bisogno di affermare se stessi, il proprio valore. 
Vogliono dimostrare che sono loro, e non gli altri, a essere bravi, attivi, indispensabili. 
Per questo li frenano, li controllano, li paralizzano, gli altri, i GENEROSI.



sabato 26 maggio 2018

Generosi e Diffidenti – Quali le conseguenze del loro agire?

Tra GENEROSI e DIFFIDENTI si evidenzia una profonda differenza di mentalità e di valori, indipendentemente dal compito loro assegnato. 
Se si incarica un DIFFIDENTE di andare ad aiutare un suo collega in difficoltà, il risultato sarà catastrofico perché incomincerà a fargli delle critiche e a creargli degli ostacoli. 
Al contrario, se si manda un GENEROSO a frenare un collega molto attivo, c'è il “pericolo” che lo aiuti a fare meglio. 

Questi due tipi umani, GENEROSI e DIFFIDENTI, esistono in tutti gli ambienti e a tutti i livelli delle gerarchie lavorative. 
Quando sono messi in posizione di comando, i GENEROSI scelgono i collaboratori più intraprendenti e più attivi. 
Danno loro ampie responsabilità e li lasciano agire. 
Sotto la loro guida le organizzazioni prosperano, gli uffici fioriscono. 
I DIFFIDENTI, invece, scelgono solo persone che ubbidiscono ciecamente e fanno di tutto per ostacolare chi si dimostra indipendente e autonomo. 

Nonostante i GENEROSI siano per quanto detto leader infinitamente migliori dei DIFFIDENTI, sono spesso i secondi a radicarsi nelle posizioni di potere. 
Perché rosicchiano a poco a poco le posizioni degli altri, lavorano per ostacolarli, per farli fallire e trovano sempre degli alleati fra gente del loro stesso tipo. 
E producono ogni tipo di conseguenze negative.


venerdì 25 maggio 2018

Generosi e Diffidenti – Chi sono?

Ho lavorato 39 anni, considerando anche i 4 in cui lavoravo per la Treccani, parallelamente agli studi universitari di Fisica, in tutti questi anni, nelle diverse organizzazioni in cui mi sono collocato, ho sempre incontrato e mi sono misurato con due tipi di persone radicalmente diverse:
  • i GENEROSI;
  • i DIFFIDENTI. 

I GENEROSI sono persone aperte. 
Quando incontrano qualcuno che sta facendo, inventando, costruendo, provano un'istintiva simpatia. 
Si mettono dalla sua parte e cercano di semplificargli l'azione. 
Lo aiutano, sono felici dei risultati raggiunti e del suo successo. 

I DIFFIDENTI, diversamente, sono persone intimamente sospettose. 
Di fronte a un innovatore provano un immediato bisogno di controllarlo, di porgli dei limiti, delle regole. 

Interferiscono continuamente con il suo lavoro e finiscono col paralizzarlo.